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  • DonatellaSilvia Rossi

ALLA RICERCA DI SIGNIFICATI: NEW AGE


Tutto torna!


Correva l'anno 2000, quando decisi di dedicarmi allo studio del fenomeno New Age, andando a scavarne i significati in una prospettiva socio antropologica ampia, ovvero in grado di osservare il mondo attraverso lo sguardo imparziale di ogni ricercatore dedito alla vita!

L’espressione New Age, nuova era, accanto a formulazioni analoghe come new times (tempi nuovi), viene in genere impiegato per comunicare l’idea dell’imminente nascita di un modo di vita significativamente migliore.

Durante gli anni 80, per esempio, alcuni collaboratori del “Marxism today” parlavano di nuovi tempi e nello stesso decennio Micheal Gorbaciof annunciava “Sento che l’intero genere umano sta entrando n una nuova epoca e che il mondo sta cominciando ad obbedire a nuove leggi e a una nuova logica alla quale dobbiamo ancora adeguarci".

Qualche tempo prima Arnold Toynbee teorizzò che la crisi sociale avrebbe potuto rappresentare le doglie del parto di una nuova, più umana, cultura globale.

Ancora prima, nel 1782, fu disegnato il grande sigillo degli Stati Uniti che, con la frase in latino “novo ordo seclorum” proclamava un nuovo ordine dei tempi.

Tornando ai nostri giorni, i media amano usare il termine per riferirsi ai vari aspetti della “rivoluzione dell’informazione”.

Nonostante un uso così differenziato, l’espressione ha tuttavia acquisito, in particolare con la teminologia New Age un significato relativamente distinto. “Viene ormai impegnata prevalentemente per disegnare coloro i quali sostengono che la spiritualità interiore , intrinseca al sé e all’ordine naturale inteso come un tutto, costituisce la chiave per allontanarsi da tutto ciò che c’è di sbagliato nella vita e dirigersi verso tutto ci che è giusto” . (P. Helas. La New Age, la celebrazione di sé e sacralizzazione della modernità, Roma, Editori Riuniti, 1999)

Massimo Introvigne, insigne studioso dei nuovi movimenti religiosi, evidenzia come nel mondo massonico New Age fosse la testata di una delle più note pubblicazioni edita nel 1829. Pur essendo eccessivo far scaturire la nascita dell’onda del moderno New Age, si può mettere in evidenza come non manchino le relazioni con il pensiero di A. Bayley, allieva di Helena Blavatski, fondatrice della branca dissidente della scuola Teosofica.

L’uso del termine New Age è attribuito a David Splanger, noto portavoce del New Age, nato a Columbus. Nello stesso periodo, un concetto analogo, età dell’acquario, circolava per designare lo stesso fenomeno.

David Splanger, in risposta alla domanda: cosa si intende per New Age, afferma che la risposta più semplice risiede nella condizione che emerge dal vivere una vita creativa , potente e compassionevole; ancora, aggiungerà che new Age è la metafora per l’espressione di uno spirito trasformativo e creativo, per essere nel mondo in un modo che apre alla presenza di Dio nel mezzo della vita ordinaria; una dimensione aggiunta alla vita di tutti i giorni.

Oltre che ad un mutamento di tempo, New Age si lega al mutamento connesso in relazione al vivere la spiritualità.

La nuova spiritualità soddisfa coloro i quali ritengono che la modernità sia in crisi. Il lavoro è considerato alienante; i politici corrotti. “L’età contemporanea sembra, sotto molti punti di vista aver fallito” (E. Campbell, JH. Bennam, The Acquarian guide to the New Age)

La razionalità intrinseca alle moderne tecnologie si impone sulle attività e sulla coscienza dell’individuo come controllo, limitazione e, per o stesso motivo, come frustrazione.

La moderna produzione tecnologica determina un’accesa anonimia nella sfera delle relazioni sociali.

Frustrati, emotivamente deprivati in molti modi, incapaci di essere se stessi, gli individui in questione mostrano “un irrefrenabile entusiasmo per la totale liberazione del sé dalla repressione” P. Berger, B. Bergere H. Keller, The Homeless, Harondworth, Porgain, 1974).

Caduti i miti della modernità per una percentuale significativa dei nostri contemporanei “oggi la scienza non è più sicura della magia; la medicina della fede nelle guarigioni miracolose e così via (…). Si può semplicemente constatare che la crisi dei grandi miti moderni . che si può chiamare se si vuole, passaggio all’epoca postmoderna – rimescola le carte e rimette tutte le posizioni sulla medesima linea di partenza: scienza e magia; ragione e intuizione ”( Massimo Introvigne, il sacro post moderno)

La nuova spiritualità, rileva P. Helas, implica spingersi oltre le tradizioni così come sono normalmente concepite “l’andare oltre le differenze per trovare – attraverso l’esperienza il nucleo interiore – esoterico”P. Helas

La particolarità della religione del sé, a fondamento delle concezioni terapeutiche è vissuta come ricerca di un ancoraggio ontologico, e aspira a trascendere l’individuo in quanto totalità singola. In tal modo, secondo Filoramo, tale forma di religiosità del sé disegnerebbe il percorso di una ricostruzione di identità che affronta la sfida corrosiva della modernità, rileggendo antiche sapienze in nome di un rinnovato rapporto con il sacro.

“Inacettabili per un cristiano, per un ebreo, e per un musulmano, questa è una post religione che si rivolge a chiunque abbia paure e speranze, ansie e sentimenti, e non trovi nella religioni storiche risposte ravvicinate, godibili, moralmente non scomode nel rigore della formulazione. Le formule non sono fisse. Le energie necessarie sono rintracciabili con un linguaggio di diverse tradizioni, risultato di verità già sperimentate.” Barbiellini Amedei, New Age

Mentre da un lato si allentano i legami sociali e sembra affermarsi un individualismo sempre più sfrenato ed incontrollabile, dall'altro si assiste alla tendenza di senso contrario di istituire networks in qualche modo istituzionali, che permettono e garantiscono la permanenza di quello che potremmo definire un pluralismo individualista.

La personalità che emerge nella salvaguardia del sè, inizia a mettere in discussione radicale le strutture consolidate, alla ricerca di nuove certezze.

Emerge così una maggiore spinta da parte degli individui a mettersi in proprio nella ricerca di tecniche di salvezza; o di rimedi alternativi alla medicina ufficiale. In forza di tale crisi si aprono nuovi imprenditori religiosi che compaiono sulla scena offrendo ricette a volte nuove, a volte mascherate di nuovo, ma in verità molto antiche.

E’ una religiosità che Filoramo definirebbe modulare, ovvero non definitva ma reversibile, quindi riadattabile.

Si tratta di tecniche che permettorno agli uomini di eseguire, con i propri mezzi o con l’aiuto di altri, un certo numero di operazioni sul proprio corpo e sulla propria anima - dai pensieri al comportamento, al modo di essere – e di realizzare una trasformazione di se stessi allo scopo di raggiungere uno stato caratterizzato da felicità, purezza, saggezza, perfezione, immortalità” (M. Focoult, Tecnologie del sé).

Il disagio esistenziale è il motore che incita l’insieme di “pratiche terapeutiche” in grado di raggiungere il benessere corpo mente spirito secondo la formula che indica come “trovare la salute significhi sostanzialmente trovarsi”.

L’essere umano ha dentro di sé una parte dell’energia presente nel tutto. Si tratta di imparare a sviluppare la capacità e le parallele potenzialità che ognuno ha in sé; imparare ad espanderle.

In tale visione ognuno è Chiesa a se stesso perché l’individualismo ,motore della ricerca esperienziale è strettamente connesso ad una visione olistica la quale considera l’essere umano come unità indivisibile: un tutto costituito da corpo, cuore, mente e spirito, permette di affrontare la segmentazione e la parcellizzazione quotidiana, ricostituendo il tessuto sociale in cui ognuno è chiamato ad agire se stesso al cento per cento!

A distanza di anni, oggi comprendo il significato del perchè ciò che presentivo oggi diventa più che mai una rinnovata occasione di riflessione intima.

Ogni sistema ha come regola intima quello di tendere all'entropia (cit A. Einstein)

Trovarsi è un atto di responsabilità verso se stessi. Qualsiasi tecnica, pratica che voglia essere risolutiva, passando per elisir di lunga vita, si traduce in una carezza consolatoria per un viaggio che possiede come unica certezza quello di giungere alla meta più leggeri possibile.

In altre parole, nel gioco di complementarietà, sono nel mondo eppure non sono del mondo! La via semplice sprona ogni essere umano a cercare vie interiori di auto indagine, indipendenti da qualsiasi scorciatoia ritenuta illuminante, soprattutto se necessita di adesioni a caro prezzo e legami con maestri in terra che ritengono di poter indicare la strada, previo pagamento pay pal!. Nel gioco della vita, la mia intima integrità è scelta che ogni giorno si rinnova per la crescita nella totalità di essere

E per Essere.....nulla può intervenire al di fuori di me come guida o maestro di verità!

La verità è semplice! Si nutre di amore incondizionato...Va al di là di ogni definizione possibile...

Chi sono? Io sono...Il resto è effetto della necessaria pratica su questo pianeta in cui ho scelto di incoraggiare il mio compito di auto realizzazione....

DonaSRossi

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